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Posso dare la cioccolata a Maya?

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Posso dare un po’ di cioccolata a Maya? Questa la domanda che mi sono sempre sentita porre dai familiari. Maya è come me da piccola, molto, molto esile, alta per la sua età ma piccola di peso.

Ricordo che fin da bambina mia madre mi riempiva di dolci e caramelle, nutella e cioccolato affinché potessi prendere peso. Crescendo ho imparato una sana alimentazione, differente da quella dei miei familiari ed ho fatto la stessa cosa con Maya che il 30 aprile compirà quattro anni.

Maya ha assaggiato il primo cibo spazzatura a due anni e mezzo ed ogni volta è stato un continuo battibecco. Che fa se assaggia questo, che fa se assaggia quello? Io mi chiedo invece è così necessario dare ai bambini questi cibi se poi da grandi ci tormentiamo per dimagrire?

Lei oggi è magra, ma non è meglio instradarla da ora ad una sana alimentazione?

Sano non significa noioso, ci sono tanti cibi sfiziosi da fare in casa, uno su tutti le patatine fritte, tagliate sottili diventano come le chips delle bustine.

Maya oggi ha assaggiato i cibi spazzatura ed ogni tanto le compro qualcosa, sia per non farla desiderare, sia perché l’organismo necessita di assaporare tutto, ma non condivido l’assaggio necessario fin da subito. Cosa ne pensate voi mamme?

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Addobbare l’albero di Natale, un momento speciale da vivere insieme

666b02e6-c0a9-45e2-964f-7abce805f759La volta scorsa ho parlato della sicurezza da utilizzare nell’addobbo dell’albero, oggi voglio parlarvi della carica emotiva di questo momento e di come questa occasione possa essere un viatico per rafforzare i legami in famiglia. Questo articolo è uscito anche su punto e virgola mamma, un blog con il quale collaboro. Buona lettura!

Mamma quando facciamo l’albero? La frase che risuona un po’ in tutte le case, tra lo scintillio delle vetrine ed il freddo che si avvicina, ecco che i più piccoli ( ma anche i grandi) trepidano per l’arrivo delle feste. L’8 dicembre sta per arrivare, anche se le strade e i negozi ormai sono pieni di addobbi e musiche natalizie. Il commercio non arresta la sua corsa, ma c’è chi come me resiste e aspetta la tradizionale mattina dell’immacolata per fare l’albero. Il Natale racchiude in se la magia, le vacanze scolastiche ( quelle più lunghe a parte la chiusura estiva) e che tutti i bambini attendono, tuttavia, ci sono molti genitori che lavorano e possono dedicare poco tempo ai loro piccoli, quale momento migliore per ritagliarsi un momento speciale da dividere con loro? Condividere momenti con i nostri piccoli li rendi più sicuri e li fa sentire speciali, entrambi sono un buon motivo ed un ottimo viatico per avere bambini più sereni. In quell’occasione si possono raccontare storie, ricordi della propria infanzia, parlare di Babbo Natale, tutti elementi magici e fantastici, grazie ai quali il piccolo può esprimere le proprie emozioni. Nel caso in cui ci siano genitori che lavorino anche quel giorno, per chi fa turni, provate ad organizzarvi per tempo anche se non è facile, magari qualche giorno prima prendete dal solaio, garage o luogo in cui avete gli addobbi e metteteli a disposizione, per far si che quel giorno ci sia spazio per il grande allestimento e se proprio non ci riuscite cercate di non rimandare troppo. Nel caso in cui uno solo dei genitori dovesse mancare lasciategli una pallina, un nastro e qualcosa da appendere insieme a vostro figlio è importante che l’avvenimento sia condiviso da tutti. E’ un modo per rendere più salda la relazione familiare. Bisogna, tuttavia, ricordare che l’albero di Natale per quanto bello può portare con se qualche piccola insidia, le lucine colorate e i fili possono attirare i nostri piccoli, in particolar modo i piccini che possono essere attratti dalle palline colorate e dai fili, ne ho parlato anche sul mio sito e quindi tirare tutto giù. Alzi la mano a chi non è capitato!

ab287843-dbf6-45fb-92c9-b2f60991fe3dVediamo insieme quali stratagemmi utilizzare per creare un albero sicuro e a prova di bambino. 

 Utilizzare solo palline di plastica che in caso di urto non si rompano, nastrini e capelli d’angelo non più lunghi di dieci centimetri, per evitare che possano essere tirati o peggio avvolti intorno al collo. Controllare le serie di luci se sono di anni passati, affinché, si eliminino quelle usurate o danneggiate. Comprare solo lucine a norma che abbiano le seguenti sigle ( ho guardato in rete per informarmi) marchio CE, marchio IMQ e la sigla EN60598 che sono rispettivamente gli standard europei, la conformità e la conformità allo standard. Le prese delle lucine devono essere fuori dalla portata del bambino ed è consigliabile che siano spente quando si esce e anche la notte, per evitare incidenti. Sarebbe opportuno che l’albero avesse una base grande e pesante in maniera tale che il piccolo non riesca a tirarselo addosso. Un consiglio in più può essere quello di fare un alberello specifico per il nostro piccolo a sua misura così potrà giocarci ed eventualmente romperlo senza farsi male. Quest’ultima è stata la soluzione che ho adottato in casa quando Maya ( mia figlia di tre anni e mezzo) era più piccola. Buon allestimento e …

Alla prossima!

 Rosaria Uglietti

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Addobbare l’albero, tra magia e sicurezza. Consigli per un Natale davvero speciale!

L’8 dicembre sta per arrivare e noi tutti, grandi e piccini, iniziamo a pensare all’albero. Nei negozi si intravedono già gli addobbi, le lucine colorate risplendono dalle vetrine e in qualche negozio si vedono i primi panettoni. Il mondo freme e non arresta la sua corsa, siamo passati in un battibaleno da Halloween a Natale, fra una critica e un sorriso, ci siamo, siamo pronti al grande evento. Natale è magia e la costruzione dell’albero è l’occasione giusta per dedicarci ai nostri piccoli, soprattutto se siamo genitori che lavorano entrambi. Possiamo utilizzare questo momento per far vivere attimi speciali e di complicità ai nostri cuccioli. La magia del Natale ci fa tornare tutti bambini, l’allestimento dell’albero può diventare una tradizione speciale in cui condividere storie e donare un’infanzia speciale ai nostri bambini. Ciò che importa in queste circostanze è l’atmosfera che si prova, di sicuro non l’albero più grande, anche se ovviamente, ognuno di noi vorrebbe donare al proprio figlio l’albero più bello e scintillante che esista. Ho già parlato dell’importanza delle favole, di quanto fantasia e magia contribuiscano ad un buon sviluppo emotivo del bambino, grazie ad esse il nostro piccolo può esperire le sue emozioni ed imparare ad affrontarle. Oggi vediamo insieme come trasformare l’allestimento dell’albero in un’occasione super speciale. Anzitutto possiamo organizzarci un giorno prima per sbrigare tutte le nostre faccende e se l’8 dicembre uno dei due genitori lavora possiamo sempre conservargli un festone una pallina e un addobbo speciale affinché possa condividere anch’egli quel momento speciale con il proprio piccolo senza snaturare la tradizione e dare lunghe attese ai più piccini. Arrivato il momento dell’albero coinvolgiamo i nostri piccoli nel suo allestimento. Ricordiamo tuttavia che se in casa c’è un bambino molto piccolo per lui l’albero può nascondere delle insidie.

Vediamo insieme come allestire un albero magnifico e senza pericoli. 

Un albero che rispecchi in pieno la tradizione prevederebbe l’addobbo fatto di palline colorati, fili, luci e candele, queste oltre ad essere belle da vedere scatenano la fantasia dei nostri piccoli, è facile per la loro fantasia scambiare gli addobbi per dolcini e caramelle e questo soprattutto per i piccini ghiotti potrebbe nascondere un pericolo incombente. Allo stesso modo i capelli d’angelo, i nastri colorati e i fili delle luci possono indurre il bambino a tirarli, in questo caso si potrebbe paventare il pericolo di un albero che cade, oppure di uno strozzamento, dato dall’avvolgimento intorno al collo dei fili o degli altri oggetti avvolgibili. Tranquilli genitori, non sono qui a creare il terrore dell’albero, ma per porre l’attenzione su aspetti che potrebbero essere sottovalutati.

Cosa possiamo fare per evitare tutto ciò? 

Gli alberi veri ( ormai quasi in disuso) hanno un vaso pesante che difficilmente può essere tirato via da un bambino, tuttavia, rimane il pericolo dei fili. Uno stratagemma semplice potrebbe essere quello di evitare l’uso di fili e capelli d’angelo, ma se proprio non possiamo farne a meno allora premuriamoci di usare addobbi di piccola taglia, possiamo prefissarci una lunghezza standard che non superi i 10 cm. Riguardo le lucine queste possono essere poste in maniera tale da essere nascoste alla visuale dei piccoli. Bisogna ricordare, inoltre, che le lucine sarebbe opportuno che si controllino ogni anno in caso di serie che si hanno già in casa, riguardo invece le nuove serie assicuriamoci che siano a norma. Meglio spendere qualche euro in più ed essere sicuri.

Quali sono le caratteristiche di una serie di lucine a norma?

Prima di scrivere l’articolo ho cercato in rete la dicitura serie luminose a norma e devo dire che gli articoli in merito si sprecano. Possiamo riassumere con quanto segue: deve esserci il marchio CE su ogni confezione, questo garantisce il rispetto della normativa europea, la 2006795/CE. Un altro marchio che non deve assolutamente mancare è quello sulla conformità, riassunto nell’acronimo IMQ ed infine la CONFORMITA’ allo STANDARD rappresentato dalla sigla EN60598.

Accanto alle lucine a norma è importante avere prese fuori dalla portata dei bambini, per cui sarebbe d’uopo evitare prolunghe chilometriche, prese a misura di bambino e tutto quello che può essere facile da avvicinare.

Riguardo gli alberi finti uno stratagemma che può evitare la caduta dell’albero è quello di rendere la base di quest’ultimo il più ampia e pesante possibile. In questo modo l’albero sarà difficile da far cadere.

Le palline dovrebbero essere rigorosamente in materiale resistente all’urto, quindi la parola d’ordine dovrebbe essere plastica ! Le palline, inoltre, devono essere prive di parti taglienti o acuminati.

Un consiglio in più potrebbe essere quello di creare un alberello piccolo tutto per la gioia dei nostri bambini, quando eravamo nella casa precedente e Maya era molto piccola aveva un alberello tutto per lei ( che nel tempo si è distrutto ovviamente) ma che non ha mai creato un potenziale pericolo.

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Pochi fiocchetti e qualche pallina, del tutto simile ad un albero grande ma con addobbi a misura di bambino, albero che la sera veniva riposto sulla sua cassettiera e di giorno poteva essere preso e strapazzato. Col tempo poi e soprattutto in seguito alla sua distruzione Maya ha iniziato ad addobbare il nostro albero e a sedersi con noi ascoltando favole e guardando la magia delle luci.

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Quest’anno Maya ha tre anni e mezzo e non vediamo l’ora di costruire l’albero insieme, abbiamo i pacchetti, le palline e tutto quanto concerne un albero a misura di bambino. Ricordiamoci, tuttavia, che i bambini sono imprevedibili e quindi l’occhio deve essere sempre vigile e gli oggetti potenzialmente pericolosi fuori dalla loro portata, questo vale per i ganci delle palline, per i fili troppo lunghi e per tutto quello di cui abbiamo già parlato.

Piccole regole per grandi e piccini

Ricordiamoci in ogni caso, grandi e piccini di seguire alcune regole per vivere un Natale sereno. I grandi avranno premura di controllare le lucine, che non ci siano guasti e che siano a norma. Avranno il compito di posizionarle e di creare postazioni adatte a prova del miglior ladro. I piccoli potranno ( sempre sotto l’occhio vigile dei genitori) appendere le palline nei rami più bassi. Viene a tutti l’idea di prendere in braccio il nostro piccolo per fargli mettere la pallina in alto, meglio evitare, potrebbe desiderare di tirare una lucina e di conseguenza l’albero finirebbe a terra o peggio addosso. Ricordate tutti insieme che la sera e quando uscite meglio staccare la spina, è bello addormentarsi con i riflessi delle lucine oppure tornare la sera a vedere il luccichio dal corridoio, ma possono sempre esserci cali di tensione o altro, meglio non rischiare.

Un saluto a tutti, buon allestimento e alla prossima !

Rosaria Uglietti una mamma psicologa 

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Ora solare e bambini, strategie per un sonno sereno …

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Arriva l’ora solare e noi genitori già pregustiamo l’opportunità di restare a letto in più, dimenticando, spesso, che i cambiamenti d’orario hanno delle ripercussioni sul sonno dei nostri piccoli.

Che fare?

Il modo per abituare i nostri piccoli all’ora solare è quello di anticipare già da qualche giorno la nostra routine quotidiana, dal risveglio fino alla cena.

I bambini, lo sappiamo sono molto abitudinari, quindi sconvolgere i loro orari li rende nervosi e capricciosi, iniziare qualche giorno prima ad anticipare l’orario, li porterà all’ora solare tranquilli e sereni. Possiamo iniziare una settimana prima con un quarto d’ora, così anche noi  saremo meno sconvolti e stanchi da questo cambiamento, abituare poco alla volta loro e noi, ci renderà tutti più sereni.

Un ulteriore aiuto può arrivare dalla natura, alcuni cibi possono aiutare i nostri piccoli e noi a superare in maniera indenne questi cambiamenti, fra i cibi che non possono mancare sulla nostra tavola ci sono le banane, le noci e le mandorle, per un elenco completo di cibi che conciliano il sonno date uno sguardo qui:

Insonnia e alimentazione, quali cibi scegliere per una buona igiene del sonno

Consigli specifici per i bambini in età scolare.

I bambini in età scolare sono coloro che possono risentire maggiormente del cambiamento dell’orario, tuttavia ci sono alcuni accorgimenti in più che possiamo adottare. Oltre all’anticipo della routine e ad una alimentazione propiziatrice del sonno, possiamo provare a tenerli di più all’aria aperta, quando il tempo ce lo concede, oppure farli stancare con dei giochi che possano far liberare loro più energia, in questo modo la sera andranno a letto prima e di conseguenza saranno più riposati per il mattino dopo. La liberazione delle energie e la gioia provocata da giochi liberatori farà si che i livelli di endorfine saranno maggiori e quindi andranno a letto più sereni, pronti ad affrontare una nuova giornata. Alla prossima !

Rosaria Uglietti

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Sei forte papà! /Dalla gravidanza alla nascita,un rapporto importante per la buona crescita dei figli/

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Le figlie femmine sono più legate ai papà, i maschi alle mamme! La frase che ci accompagna da sempre e diciamocelo non fa che rendere competitivo un rapporto che in natura è e dovrebbe essere complementare.

Non è difficile diventar padre, essere un padre, questo è difficile Wilhelm Bush

Gravidanza e amore paterno, quando la relazione influisce sulla serenità di mamma e piccolo … 

Papà e gravidanza? Vi domanderete, vero? Ebbene sì, i papà sono fondamentali in gravidanza per iniziare una lunga storia d’amore. Questa inizia con l’accoglienza delle ansie materne e termina con le carezze sul ventre che costituiscono l’inizio del legame fra piccolo e papà. Sono in molti a pensare che le carezze sul ventre siano un semplice vezzo culturale, un gesto fatto così per caso. Niente di più sbagliato. E’ proprio durante la gestazione che nasce nel padre la consapevolezza del nuovo ruolo che andrà a svolgere e nel piccolo il benessere di un cammino che durerà tutta la vita.

E’ nato! Nuovi compiti per me … 

Sono in molti a pensare che alla nascita il piccolo dipenda esclusivamente dalla mamma. Ciò è vero in parte, la mamma è indispensabile per l’allattamento al seno, ma se a questo si aggiunge il biberon, il bagnetto e il pannolino, ecco che si fa strada l’importanza dei papà. Non sono dei camerieri, è risaputo che i bambini accuditi amorevolmente  diventano adulti sicuri , sereni e pieni di autostima.

Infanzia e adolescenza due tappe contigue da costruire insieme … 

L’infanzia è il periodo delle scoperte, l’adolescenza quello dell’indipendenza, i padri essendo di natura più pragmatici possono aiutare i nostri piccoli a superare le proprie paure e ad essere più audaci. Nell’infanzia si scopre il mondo, si impara a muovere i primi passi, si imparano tante paroline nuove. I papà sono un’ottimo sostegno per superare la naturale indole ansiosa delle mamme e permettere al piccolo nuovi giochi e nuove scoperte. In adolescenza, invece, i papà possono diventare quel porto sicuro in cui rifugiarsi quando ci si sente inadeguati al mondo. Sappiamo che infanzia e adolescenza sono due momenti simili ma allo stesso tempo differenti.  Un padre accogliente può fare la differenza per una vita serena dei nostri piccoli. Alla prossima !

Per approfondimenti ne ho parlato qui:

http://www.superpapa.it/consigli-riflessioni/limportanza-dei-papa-nella-formazione-psicologica-dei-figli/

Alla prossima Rosaria Uglietti

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Anticipare o no l’inserimento dei piccoli a scuola:dubbi e riflessioni/ La mia esperienza di mamma …

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Tempo fa, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico mi fu inviato questo articolo in posta, da una amica insegnante

http://www.eticamente.net/29272/no-allanticipo-scolastico-ecco-perche.html

Il messaggio diceva:

Un motivo di discussione….cara mamma psicologa…..

 Pensa che Maria Grazia non aveva ancora 5 anni….Ma lei alla materna non giocava ….scriveva solo….me lo chiedeva lei di andare nella classe dove si scriveva perché lei lì si annoiava. L.C
Cosa rispondere a questa mamma/insegnante? 

Nell’articolo si fa riferimento anche al testo del premio Nobel Renato  Dulbecco e al suo libro

http://www.montessoridesign.it/upload/relazioni/Montessori%20e%20il%20vostro%20bambino.pdf

Io non ho letto il libro, quindi in merito non posso proferire parola, ma in merito alla domanda postami dalla mamma la mia risposta è :- NELLA VITA MAI GENERALIZZARE!

Io non credo che si possa affermare in assoluto che nessun bambino debba anticipare la scuola, io stessa più volte mi pongo il problema avendo una figlia nata in aprile.

Cosa fare?  Inserirla a cinque anni e mezzo a scuola oppure a  sei anni e mezzo? Riguardo la mia esperienza personale posso dirvi che Maya ha avuto difficoltà già alla scuola materna, essendo anticipataria,  l’avevano inserita con i bambini piccoli. I primi tempi non ha avuto problemi, nel senso che lei essendo vivace subito si è inserita, in seguito, con l’arrivo di altri bambini piccoli è iniziato il disagio. La scuola era anche piuttosto rigida, per cui se Maya aveva 30 mesi doveva essere in quella classe. Il risultato è stato un completo rifiuto della scuola. Ho provato a seguire i suggerimenti degli insegnanti ma alla fine ho compreso che la loro rigidità aveva creato solo traumi a mia figlia. Incubi e vomito.

Cosa c’entra questo con l’anticipare la scuola? Magari starete pensando. Ho fatto questa piccola digressione per farvi comprendere che quello che va bene per un bambino, non necessariamente va bene per un alto. Infatti dopo aver tenuto Maya un po’ a casa per tranquillizzarla, l’ho iscritta ad una nuova scuola dove non c’è tutta questa rigidità e lei può stare tranquillamente con i bambini più grandi. La maestra già da ora mi dice che lei è particolarmente avanti e quindi probabilmente dovrò anticiparla. Non tutti i bambini sono uguali e anticipare o meno non ha nulla a che vedere con la loro intelligenza, o peggio con quella dei genitori, perché, diciamocelo spesso noi genitori temiamo che ritardare l’ingresso sia considerato un handicap. Oggi ci dicono che invece non dobbiamo anticipare e quindi un genitore più ansioso non sa cosa fare. La risposta è osservare il proprio piccolo e se lo si percepisce maturo da poter affrontare la scuola elementare allora si anticiperà l’iscrizione, altrimenti lo si lascerà giocare ancora. Ricordate, inoltre, ritornando alla mia esperienza che anche io avrei potuto dire si ma è una buona scuola, ne parlano, breve, ma alla fine mia figlia non è stata soddisfatta nelle sue esigenze. Bisogna osservare i propri figli e soprattutto bisogna parlare molto con i loro insegnanti. Riguardo questi ultimi, inoltre, dovrebbero avere l’elasticità per capire quando e come suddividere i piccoli, non tutti hanno le stesse capacità, per cui se è vero che non bisogna togliere un anno di giochi ad un bambino, è pur vero che se questi è già pronto, sarebbe solo un danno non lasciarlo andare alla scuola elementare. E se dovesse andare male? Qualcuno potrebbe chiedersi.Beh non facciamone un dramma, sarà stata un’esperienza. Importante per i nostri figli è soprattutto la nostra capacità di accogliere i loro fallimenti non vivendoli come tali, ma come esperienze andate male. E’ importante l’impegno negli individui, non il successo a tutti i costi. Alla prossima …

Rosaria Uglietti

 

Pubblicato in: benessere fisico, I nostri piccoli

Allattamento al seno vs allattamento artificiale, ognuno fa quel che può …

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Quest’anno la settimana dell’allattamento è stata promossa dal primo al sette ottobre.

Di seguito il link che ne spiega i motivi

http://mami.org/sam-cos-e/

Allattare al seno è una delle esperienze più belle che si possano fare nella vita ed è fondamentale per creare quel legame speciale tra mamma e bambino che si chiama attaccamento. Io sono stata fortunata e sono riuscita ad allattare, ma diversamente da molte mamme ho avuto la montata lattea intorno al dodicesimo giorno e non dopo una settimana come mi dicevano tutti.

Ricordo che ero a casa con mia figlia, e improvvisamente mi bagnai tutta, non sapevo cosa fare e chiamai mia madre che candidamente mi disse:- Attaccati Maya al seno e daglielo.

Esistono due tipi di allattamento, quello a richiesta, dove si predilige esclusivamente l’allattamento al seno e quello misto dove si combinano latte materno e artificiale. L’allattamento a richiesta sicuramente è quello più quotato e preferibile, ma è anche quello più difficile da mettere in atto, soprattutto se lavori o se abiti lontano dalla famiglia. Allattare al seno esclusivamente significa essere sempre vigile e pronta alle richieste di tuo figlio. Ovviamente anche per l’allattamento, come in tutte le fasi della nascita di tuo figlio, ci sarà sempre chi ne sa più di te. Ricordo che per quanto mi riguarda, avevano deciso che avevo poco latte e quindi mi tormentavano con la frase:- Dalle prima l’aggiunta e poi il seno. Io mi chiedo, se è un’aggiunta, significherà che viene dopo? In ogni caso, quando ero sola a casa, allattavo Maya a richiesta, quando c’era il papà vessato dai turni, allora le davo anche il biberon. Il nostro problema era soprattutto far prendere peso a Maya che è nata pre-termine ed ha perso in grembo quasi un chilo. Tutti allora erano preoccupati e anch’io dal fatto che doveva prendere peso, inoltre, c’è da dire che inesperta come tutte le neo mamme, mi sentivo sopraffatta da ciò che mi dicevano gli altri. Passato il primo mese di assestamento, decisi di seguire oltre a me stessa esclusivamente la mia pediatra, nonostante i vari amici e parenti potessero prendersela perché non li ascoltassi. Iniziai così a dare a mezzanotte solo il biberon,  perché, altrimenti il giorno dopo sarei stata uno zombie. Facevo la medesima cosa ogni quattro giorni quando il papà tornava per il pranzo e doveva andare via la sera per il turno di notte. Le davo per la poppata delle 15:00 solo il biberon. Trovai il mio e il nostro equilibrio. Nelle favole è fantastico l’allattamento a richiesta, ma nella vita di tutti i giorni bisogna fare i conti con il lavoro, la casa e tutto il resto. Io, come in molti sanno, ho smesso di lavorare dopo la nascita di Maya ed ho ripreso quando lei ha compiuto due anni, ma non tutte le mamme hanno questa possibilità. C’è da dire, inoltre, che alcune mamme non hanno voglia di allattare, non hanno la pazienza e noi non possiamo farci nulla, non dobbiamo denigrarle, ognuno ha la sua vita e la sua storia. Ci sono mamme che per problemi di salute non possono allattare, insomma, la vita è varia e tanta e sarebbe opportuno che noi imparassimo a usare quel termine usato e abusato ma che nessuno mette in pratica e parlo dell’empatia. Proviamo a metterci nei panni di una madre che lavora, di una che non ha pazienza o di una che è semplicemente stanca, non muore nessuno se al piccolo si da l’aggiunta, anzi forse si recupera un po’ di sonno in più e di serenità e chi ne trarrà giovamento, sarà in primis il piccolo e poi l’intera famiglia. Alla prossima!

Rosaria Uglietti