Pubblicato in: benessere fisico

Alimentazione e dintorni:consigli e percorsi per vivere bene

bimbi_che_mangiano

L’alimentazione e in genere la nutrizione sono elementi fondamentali nella vita dell’uomo, tuttavia, paradossalmente costituiscono una delle principali fonti di stress per l’essere umano.  Essa è un riflesso della nostra affettività, infatti, spesso sentiamo dire. :-sono nervosa ho mangiato tanto. Altre volte invece abbiamo sentito dire:- ero così nervosa da non aver toccato cibo.

L’uomo è ciò che mangia  Feuerbach.

Il cibo incide sullo sviluppo, il rendimento, la produttività e la qualità della vita, rappresentando anche il modo di approcciarsi al mondo e a ciò che ci accade. Gli alimenti sono un bisogno primario dell’uomo, senza dimenticare che per il neonato cibo e affetto sono le due facce della stessa medaglia e che egli riceve entrambi dalla madre. Il legame madre – bambino è inscritto in ogni individuo e vi permane per tutta la durata della vita, di qui possiamo comprendere quanto la relazione che abbiamo con il cibo sia un riflesso . Amare smisuratamente oppure odiare il cibo, sovente rappresenta l’amore e l’odio nei confronti del genitore e di riflesso nei confronti di se stesso e di come ci si rappresenta nel mondo. Gestire una buona alimentazione significa prendersi cura di se stessi, ma se non riteniamo di essere importanti mangiare bene diventa un’ulteriore fonte di stress connessa agli altri oneri familiari. Si ritiene erroneamente che una correlazione così strettamente connessa tra cibo e affetto sia tipicamente femminile, in realtà è solo il modo di esprimerlo a essere differente, essendo le due sensibilità diverse nell’espressione e fortemente correlate al retaggio culturale e educativo in cui viviamo. Gli uomini vivono in maniera più rilassata il peso e ciò che ne concerne, riuscendo più facilmente a concedersi dei ritagli di tempo per se stessi. Le donne sovente legate a forme educative patriarcali considerano un lusso, il potersi prendere cura di se stesse, avendo gli altri membri della famiglia come perno principale dei loro pensieri e legandosi spesso a uomini che non sono disposti a essere un aiuto concreto per loro, tale da poterle permettere di prendersi cura di se stesse. Questo elemento è fondamentale in un percorso nutrizionale sano.

Cibo e cattive abitudini.

Le cattive abitudini alimentari sono molto comuni e trovano spazio soprattutto in quelle situazioni in cui  le persone incanalano le proprie energie nel cibo per trovare il proprio senso di realizzazione. Anche in questo caso si ritiene erroneamente che siano i dolci la valvola di sfogo per le persone, tuttavia, sono i carboidrati in generale a rappresentare la scarica delle nostre energie, per cui non solo dolci ma anche pizze e focacce costituiscono uno strumento con cui incanalare le nostre energie inespresse. Ciò è dovuto al fatto che tutti i cibi ricchi di zucchero, grassi e sale inducono la produzione degli ormoni del piacere. Ancora una volta ritroviamo quindi il legame tra alimentazione e affettività, tuttavia, poiché la sensazione di benessere derivante dall’ingestione di questi cibi è solo temporanea si crea un circolo vizioso in cui più mangiamo questi cibi errati più il nostro corpo ne sente l’esigenza.

Miti da sfatare.

Oggi riteniamo la causa di una cattiva alimentazione connessa ai ritmi frenetici della vita, come abbiamo potuto comprendere essa è solo un alibi che ci costituiamo per nascondere le vere cause di una alimentazione sbagliata.  Bisogna ricordare, infatti, che cambiare le proprie abitudini alimentari errate implica modificare qualcosa dentro noi e soprattutto ammettere che c’è qualcosa che non va. Cercare una soluzione al problema riflette la reale voglia di mettersi in discussione, di accettare e dialogare con quelle parti interne che sovente celiamo alla nostra mente e ai nostri pensieri. Ogni persona dovrebbe comprendere che la perfezione non esiste, ma che si può trovare un traguardo ottimale che per ogni individuo sarà diverso e che potrà riflettere una armonia con i propri pensieri e le proprie caratteristiche, smettendola di avere punti di riferimento esterni e strettamente connessi al credo e alla visone del mondo che ci sono stati inculcati dalle figure genitoriali. L’equilibrio alimentare è un obiettivo a lungo termine che non si può stabilire in un giorno o in una settimana, è un percorso individuale che ogni persona deve scegliere in base alle proprie attitudini, alle proprie esigenze e a ciò che ritiene meglio per se.

I percorsi che propongo.

Il comune denominatore dei percorsi che propongo è l’importanza dell’amore nei confronti del cibo, esso come abbiamo potuto costatare rappresenta sempre più la valvola di sfogo delle nostre frustrazioni affettive. Io propongo un percorso mirato all’amore per se stessi da ritrovare attraverso il cibo, quale fonte di vita. Potremmo dire “la riaffermazione di se stessi attraverso il cibo”. Ogni individuo avrà il proprio percorso strettamente legato alle proprie caratteristiche ed esigenze e soprattutto legate ai propri gusti. Il fallimento di molti percorsi nutrizionali è dovuto alla rigidità con cui sono proposti, non comprendendo che ogni individuo è diverso dall’altro ed ha le sue peculiarità alimentari.Il nodo cruciale di tali percorsi è dettato dalla voglia della persona di mettersi in discussione e di operare un cambiamento soprattutto negli schemi mentali. L’elemento più importante è dato dalla capacità di far comprendere all’individuo che gli strumenti da adottare sono individuali ed insiti in lui e attraverso il percorso devono solo essere attinti e fatti emergere. La consapevolezza alimentare è connessa al benessere nel suo insieme e questo deve essere il motivo che deve indurre le persone a voler percorrere un tale cammino. Riconoscere di valere come persone l’obiettivo da raggiungere. Alla prossima!

Rosaria Uglietti

Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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