Pubblicato in: I nostri piccoli

Anticipare o no l’inserimento dei piccoli a scuola:dubbi e riflessioni/ La mia esperienza di mamma …

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Tempo fa, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico mi fu inviato questo articolo in posta, da una amica insegnante

http://www.eticamente.net/29272/no-allanticipo-scolastico-ecco-perche.html

Il messaggio diceva:

Un motivo di discussione….cara mamma psicologa…..

 Pensa che Maria Grazia non aveva ancora 5 anni….Ma lei alla materna non giocava ….scriveva solo….me lo chiedeva lei di andare nella classe dove si scriveva perché lei lì si annoiava. L.C
Cosa rispondere a questa mamma/insegnante? 

Nell’articolo si fa riferimento anche al testo del premio Nobel Renato  Dulbecco e al suo libro

http://www.montessoridesign.it/upload/relazioni/Montessori%20e%20il%20vostro%20bambino.pdf

Io non ho letto il libro, quindi in merito non posso proferire parola, ma in merito alla domanda postami dalla mamma la mia risposta è :- NELLA VITA MAI GENERALIZZARE!

Io non credo che si possa affermare in assoluto che nessun bambino debba anticipare la scuola, io stessa più volte mi pongo il problema avendo una figlia nata in aprile.

Cosa fare?  Inserirla a cinque anni e mezzo a scuola oppure a  sei anni e mezzo? Riguardo la mia esperienza personale posso dirvi che Maya ha avuto difficoltà già alla scuola materna, essendo anticipataria,  l’avevano inserita con i bambini piccoli. I primi tempi non ha avuto problemi, nel senso che lei essendo vivace subito si è inserita, in seguito, con l’arrivo di altri bambini piccoli è iniziato il disagio. La scuola era anche piuttosto rigida, per cui se Maya aveva 30 mesi doveva essere in quella classe. Il risultato è stato un completo rifiuto della scuola. Ho provato a seguire i suggerimenti degli insegnanti ma alla fine ho compreso che la loro rigidità aveva creato solo traumi a mia figlia. Incubi e vomito.

Cosa c’entra questo con l’anticipare la scuola? Magari starete pensando. Ho fatto questa piccola digressione per farvi comprendere che quello che va bene per un bambino, non necessariamente va bene per un alto. Infatti dopo aver tenuto Maya un po’ a casa per tranquillizzarla, l’ho iscritta ad una nuova scuola dove non c’è tutta questa rigidità e lei può stare tranquillamente con i bambini più grandi. La maestra già da ora mi dice che lei è particolarmente avanti e quindi probabilmente dovrò anticiparla. Non tutti i bambini sono uguali e anticipare o meno non ha nulla a che vedere con la loro intelligenza, o peggio con quella dei genitori, perché, diciamocelo spesso noi genitori temiamo che ritardare l’ingresso sia considerato un handicap. Oggi ci dicono che invece non dobbiamo anticipare e quindi un genitore più ansioso non sa cosa fare. La risposta è osservare il proprio piccolo e se lo si percepisce maturo da poter affrontare la scuola elementare allora si anticiperà l’iscrizione, altrimenti lo si lascerà giocare ancora. Ricordate, inoltre, ritornando alla mia esperienza che anche io avrei potuto dire si ma è una buona scuola, ne parlano, breve, ma alla fine mia figlia non è stata soddisfatta nelle sue esigenze. Bisogna osservare i propri figli e soprattutto bisogna parlare molto con i loro insegnanti. Riguardo questi ultimi, inoltre, dovrebbero avere l’elasticità per capire quando e come suddividere i piccoli, non tutti hanno le stesse capacità, per cui se è vero che non bisogna togliere un anno di giochi ad un bambino, è pur vero che se questi è già pronto, sarebbe solo un danno non lasciarlo andare alla scuola elementare. E se dovesse andare male? Qualcuno potrebbe chiedersi.Beh non facciamone un dramma, sarà stata un’esperienza. Importante per i nostri figli è soprattutto la nostra capacità di accogliere i loro fallimenti non vivendoli come tali, ma come esperienze andate male. E’ importante l’impegno negli individui, non il successo a tutti i costi. Alla prossima …

Rosaria Uglietti

 

Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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