Pubblicato in: benessere fisico, I nostri piccoli

Allattamento al seno vs allattamento artificiale, ognuno fa quel che può …

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Quest’anno la settimana dell’allattamento è stata promossa dal primo al sette ottobre.

Di seguito il link che ne spiega i motivi

http://mami.org/sam-cos-e/

Allattare al seno è una delle esperienze più belle che si possano fare nella vita ed è fondamentale per creare quel legame speciale tra mamma e bambino che si chiama attaccamento. Io sono stata fortunata e sono riuscita ad allattare, ma diversamente da molte mamme ho avuto la montata lattea intorno al dodicesimo giorno e non dopo una settimana come mi dicevano tutti.

Ricordo che ero a casa con mia figlia, e improvvisamente mi bagnai tutta, non sapevo cosa fare e chiamai mia madre che candidamente mi disse:- Attaccati Maya al seno e daglielo.

Esistono due tipi di allattamento, quello a richiesta, dove si predilige esclusivamente l’allattamento al seno e quello misto dove si combinano latte materno e artificiale. L’allattamento a richiesta sicuramente è quello più quotato e preferibile, ma è anche quello più difficile da mettere in atto, soprattutto se lavori o se abiti lontano dalla famiglia. Allattare al seno esclusivamente significa essere sempre vigile e pronta alle richieste di tuo figlio. Ovviamente anche per l’allattamento, come in tutte le fasi della nascita di tuo figlio, ci sarà sempre chi ne sa più di te. Ricordo che per quanto mi riguarda, avevano deciso che avevo poco latte e quindi mi tormentavano con la frase:- Dalle prima l’aggiunta e poi il seno. Io mi chiedo, se è un’aggiunta, significherà che viene dopo? In ogni caso, quando ero sola a casa, allattavo Maya a richiesta, quando c’era il papà vessato dai turni, allora le davo anche il biberon. Il nostro problema era soprattutto far prendere peso a Maya che è nata pre-termine ed ha perso in grembo quasi un chilo. Tutti allora erano preoccupati e anch’io dal fatto che doveva prendere peso, inoltre, c’è da dire che inesperta come tutte le neo mamme, mi sentivo sopraffatta da ciò che mi dicevano gli altri. Passato il primo mese di assestamento, decisi di seguire oltre a me stessa, esclusivamente la mia pediatra, nonostante i vari amici e parenti potessero prendersela perché non li ascoltassi. Iniziai così a dare a mezzanotte solo il biberon,  perché, altrimenti il giorno dopo sarei stata uno zombie. Facevo la medesima cosa ogni quattro giorni quando il papà tornava per il pranzo e doveva andare via la sera per il turno di notte. Le davo per la poppata delle 15:00 solo il biberon. Trovai il mio e il nostro equilibrio. Nelle favole è fantastico l’allattamento a richiesta, ma nella vita di tutti i giorni bisogna fare i conti con il lavoro, la casa e tutto il resto. Io, come in molti sanno, ho smesso di lavorare dopo la nascita di Maya ed ho ripreso quando lei ha compiuto due anni, ma non tutte le mamme hanno questa possibilità. C’è da dire, inoltre, che alcune mamme non hanno voglia di allattare, non hanno la pazienza e noi non possiamo farci nulla, non dobbiamo denigrarle, ognuno ha la sua vita e la sua storia. Ci sono mamme che per problemi di salute non possono allattare, insomma, la vita è varia e tanta e sarebbe opportuno che noi imparassimo a usare quel termine usato e abusato ma che nessuno mette in pratica e parlo dell’empatia.

Proviamo a metterci nei panni di una madre che lavora, di una che non ha pazienza o di una che è semplicemente stanca, non muore nessuno se al piccolo si da l’aggiunta, anzi forse si recupera un po’ di sonno in più e di serenità e chi ne trarrà giovamento, sarà in primis il piccolo e poi l’intera famiglia. Alla prossima!

Rosaria Uglietti

Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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