Pubblicato in: benessere fisico

Sei a dieta? Cosa non dire a chi segue un percorso alimentare dimagrante

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La primavera è arrivata e con le giornate che si allungano e che ben presto ci stimoleranno a vestirci sempre meno ecco che scatta in noi la voglia di essere in forma. Bisogna premettere anzitutto che ognuno ha un proprio corpo e non esistono misure standard da raggiungere. E’ inoltre necessario dire che la corsa al cosiddetto fisico da spiaggia è quanto di peggiore potremmo fare, niente potrebbe mettere il corpo e la mente sotto stress come la certezza di dover perdere peso. Ne ho parlato qui.Fame emotiva e blocco metabolico, due facce della stessa medaglia …

Detto questo, qualora qualche vostro amico o parente decida in ogni caso di adottare un regime ipocalorico o lo segue da un po’, noi che gli stiamo intorno dobbiamo stare attenti a come ci rapportiamo ad essi. Il più delle volte, spinti da buoni propositi e dall’affetto che proviamo per costoro, ci spingiamo oltre e utilizziamo atteggiamenti e linguaggi non richiesti. Di seguito mostro alcuni esempi.

Come stai bene!!!!

La frase tipica di incoraggiamento che diciamo in maniera innocua ad un nostro caro che sta perdendo peso e sebbene potrebbe stupirvi, una frase del genere potrebbe sortire effetti differenti. Alcune persone che per patologie o altro necessitano di dover perdere molto peso, ogni giorno combattono con se stesse e con il timore di mollare tutto. Dire ad una di esse che sta bene potrebbe avallare l’idea di lasciar perdere il proprio obiettivo prima del tempo con conseguenze deleterie sulla salute. Non avere un peso eccessivo il più delle volte ė una necessità e non soltanto una questione estetica, per salvaguardare i nostri organi interni, in primis il cuore e le nostre articolazioni, nonché la colonna vertebrale.

 

Non mi dire che sei a dieta?

Questa è la frase che in genere utilizziamo nei confronti dei nostri cari i quali stanno seguendo un percorso e che ai nostri occhi invece stanno solo perdendo tempo. Tutti noi abbiamo un’immagine che spesso non corrisponde alla realtà, non possiamo sapere quali siano le reali motivazioni che inducono gli altri a perder peso, per cui, a meno che non si tratti di un evidente problema di altra natura, la cosa migliore sarebbe tenersi per se le proprie idee e qualora si fosse  in presenza di un evidente disturbo alimentare, di sicuro non ė questo l’atteggiamento da avere.

 

Vuoi sapere come ho fatto io?

Spinti dall’entusiasmo che il nostro caro abbia deciso di mettersi a dieta ecco che iniziamo a dare tutta una serie di consigli su come abbiamo fatto noi e su quanto sia stato facile. Nessuno ce lo ha chiesto e quindi niente risulta più fastidioso che un consiglio non richiesto.

Ti rimetterai in riga domani!

Consigliare a qualcuno di fare uno strappo alla propria dieta non è solo poco educato ma può essere nocivo, la persona potrebbe non solo cedere come nel caso di cui sopra, ma potrebbe anche non riuscire più ad essere fermo nei propri propositi.

Ecco queste sono solo alcune delle frasi da non dire a chi sta seguendo un regime alimentare dietetico, tuttavia, ciò che dovremmo fare in genere, nella vita di tutti i giorni e non solo nel caso in cui un nostro amico sia a dieta, è quella di pensare cosa si possa provare a sentirsi dire alcune frasi. Se tutti noi prima di proferire parola pensassimo allo stato d’animo altrui, sicuramente ci sarebbero persone più felici e meno stressate. Vi saluto e alla prossima …

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Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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