Pubblicato in: I nostri piccoli

Aiutoooooooooooo si è rotta la tettarella, piccoli consigli per evitare il panico

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Quante mamme si riconosceranno in queste parole, chi non è andata nel panico perché si è rotta la tettarella del biberon e suo figlio non prende più il latte?  Cosa fare quando accade? Consideriamo anzitutto l’età in cui avviene, potrebbe essere che il bimbo ormai grande ha rotto con i dentini la tettarella del biberon ma magari era anche ora che non lo prendesse più. Lo sappiamo che il biberon è tanto consolatorio per il bimbo quanto sbrigativo e rassicurante per le mamme, siamo cresciuti insieme, avevamo quattro anni e magari lo prendevamo ancora. Pensiamo che non ci sia nulla di male in questo, ma non consideriamo quanti bambini hanno difficoltà a mangiare altro oppure devono portare l’ortodonzia perché i dentini non sono ben posizionati. Ci hanno inculcato che il latte sia il migliore alimento per la crescita, ma non ci hanno detto che il bambino deve mangiare in maniera più variegata possibile, che fino agli otto mesi circa deve assumere almeno un litro e mezzo tra poppate e pappe, ma dopo un anno non deve prenderne più di 800 grammi perché provoca anemia. Un altro fattore importantissimo da considerare, inoltre, è l’esposizione alle carie precoci se il bambino continua a prendere il biberon fino a tardi, la bocca, infatti, è più facilmente esposta ai batteri cariogeni i quali soprattutto durante la notte, quando la saliva non svolge più la sua azione protettrice, trovano terreno fertile nella bocca di nostro figlio. Le mamme in questo momento si arrabbieranno di sicuro, le certezze della nostra infanzia scricchiolano sempre più … Torniamo ora all’argomento, cosa fare se nostro figlio non vuole il biberon? Piccoli consigli sempre utili.

Una buona soluzione, sperimentata personalmente è ammorbidire la tettarella facendola bollire cinque minuti come da prescrizione e lasciandola altri cinque minuti nell’acqua bollente in cui è stata bollita. Tutto qui? Ebbene sì, non è la tettarella preferita come pensiamo noi ma semplicemente la durezza di quella nuova a essere un ostacolo per la suzione.

 Che cosa fare se continua a non volere il biberon?

Vale la stessa regola delle pappe, non insistere, il biberon può tranquillamente essere sostituito con altre pietanze a base di latte quali yogurt e bevande probiotiche, oppure i frullati anch’essi ottimi sostituti.  Viceversa, ciò che assolutamente dobbiamo evitare è mettere il miele sulla nuova tettarella, stressare il bambino proponendogli di continuo il biberon, dargli merendine dolci affinché mangi. Lo so è più faticoso pensare a una buona e variegata alimentazione quando potremmo dare il nostro bene amato biberon, facile e veloce oppure le nostre merendine che con un click si aprono, ma siamo lungimiranti nelle nostre scelte e nostro figlio da grande ci ringrazierà. Buon biberon a tutti e se proprio non è così buona pappa alla prossima …

Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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